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Il legno fin dai primordi è tra i materiali più usati dall’uomo. Proveniente da specie diverse, può distinguersi per colore, densità, e caratteristiche della venatura. In ragione di queste differenze e di dissimili tassi di crescita, i distinti tipi di legno presentano qualità e valore diversi. Per esempio, il mogano, denso e scuro, è ottimo per gli intarsi e le finiture raffinate, mentre la balsa, leggera, soffice, dalla consistenza spugnosa facilmente intagliabile, è usata nella realizzazione di modellini. Per il fatto che il legno è materiale facilmente deperibile, sono pochi i reperti che ci consentono di aver notizia in modo dettagliato delle lavorazioni di migliaia di anni fa.
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E’ noto, comunque, che il legno era impiegato principalmente nella costruzione di palafitte, tende, navi, mobili, porte, finestre, tanto che in passato un incendio non era un’eccezionalità e rappresentava una vera e propria sciagura. Nei vari periodi storici le tecniche di lavorazione hanno raggiunto gradi di raffinatezza sempre maggiori: da semplici tavole di legno usate come letto si è giunti ad avere mobili intarsiati, lavorati, decorati in mille modi dai maestri artigiani. In Abruzzo l’utilizzo del legno è sempre rimasto strettamente correlato alla vita pastorale. Dalla verga di nocciolo per condurre il gregge, fino agli attrezzi per preparare i formaggi o filare la lana, il legno era senz’altro il prodotto più economico perché offerto dalla natura stessa. Inoltre, svolgendosi la vita pastorale di frequente all’aperto, era lo stesso pastore a raccogliere nei boschi vicino ai pascoli il legno necessario per realizzare gli utensili di cui aveva bisogno. |
La lavorazione del legno in Abruzzo subì un notevole passo in avanti per la presenza dei grandi monasteri che, durante il medioevo e oltre, commissionarono altari, confessionali, pulpiti, croci lignee, statue, mobilio di prestigio finemente decorato, dando una scossa alla produzione locale fino allora indirizzata ai bisogni primari e poco incline alle lavorazioni più raffinate. E’ anche grazie alla presenza delle famiglie nobili che si diffondono, durante la varie dominazioni, tecniche nuove che permetto di avere intarsi, cesellature, dorature, decori di gran pregio. Si passa, insomma, a vere e proprie forme di artigianato artistico dove i maestri ebanisti protendono verso il bello esaltando non solo la funzione ma anche la forma delle loro opere. Per la lavorazione del legno, nelle vicinanze di Guardiagrele, alle pendici della Maiella, si ricorda il paese di Pretoro, che vanta una lunga tradizione con le sue tipiche realizzazioni di: fusi, chitarre per produrre pasta, murtar e maccarunar. La personalità di maggiore spicco in ambito guardiese, è stato il maestro Ermete Iacovella celebre per le sue sculture a bassorilievo e a tutto tondo, allegorie di particolare virtuosismo. | 
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