 | Tessuto e Ricamo Per la produzione di abiti l’uomo preistorico impiegò inizialmente pelli grezze. Per avere i primi capi di abbigliamento in stoffa, principalmente di lino, bisogna attendere il neolitico, quando vengono alla luce i primi attrezzi per realizzare intrecci abbastanza semplici, le cosiddette tele. Grazie all’allevamento ovino si diffonde la lana, e le fibre realizzate con essa. Solo attorno al 550 d.c. la seta giunge dalla Cina. Mentre le stoffe vennero sempre più impiegate per realizzare abiti, biancheria da casa e da letto, la lavorazione del cuoio e delle pelli si specializzò nella realizzazione di calzari, finimenti per cavalli, scudi, borse, paramenti militari. | Nel corso della storia venne introdotta la colorazione dei tessuti, ricorrendo per la tintura a polveri ricavate da vegetali, pietre, minerali, piccoli insetti o animali. L’esempio più classico rimane la porpora, ottenuta da un piccolo mollusco di mare e usata per dare una pregiata colorazione rossa ai tessuti. Durante il Medioevo compare il telaio verticale utilizzato per la realizzazione di arazzi. La costruzione di queste macchine tessili diviene sempre più accurata, fino a permettere nel Rinascimento la produzione di manufatti complessi e raffinati. La tessitura diviene un arte e fiorisce la produzione di stoffe pregiate come raso. Nel XIX secolo la produzione tessile si meccanizza e razionalizza; il telaio esce da un ambito artigianale e domestico per diventare anche uno degli artefici della rivoluzione industriale. In Abruzzo l’utilizzo del telaio a mano rimane vivo fino a pochi decenni fa. I tessuti lavorati in maniera artigianale andavano a far parte della cosiddetta dote portata in dono dalle ragazze in età da marito. | Splendidi asciugamani, tovaglie, lenzuola, coperte, rotoli di tessuto, ricami, componevano il corredo della sposa. Ancora oggi l’arte del ricamo viene tramandata e le tecniche più usate sono il merletto, punto croce, tombolo. Un accenno meritano gli splendidi vestiti tipici abruzzesi. Gli esemplari più antichi conservati nei musei sono vere e proprie opere d’arte realizzate dagli artigiani locali. Gli abiti femminili prendono il nome di honne de lu cùtele e sono composti da varie parti: honna, honnella, sopragonna, camicia, mantera, scialletto, blusa, busto, fasciaturo, calze, cintura. I tessuti impiegati sono la tela di lino, la seta, il broccato e il panno di lana cotta. | 
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